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Aesculus hippocastanum

L’Ippocastano è specie propria dell’Europa Orientale, dai Balcani al Caucaso, introdotta nel 1576 nell’Europa centrale e largamente diffusasi con la coltivazione in tutti i paesi e in Italia.

Dimensione, tronco e corteccia

Albero di seconda grandezza, alto sino a 20 m, maestoso e di bellissimo portamento ma non molto longevo.

Foglie

Le foglie sono opposte, ampie, sorrette da un picciolo lungo sino a 20 cm e scanalato; laminata palmato – composta a 5 – 7 lamine fogliari sessili, obovato – lanceolate (10-20 x 5-8 cm)

Strutture riproduttive

Fiori, ermafroditi, riuniti in grandi racemi multiflori terminali ed eretti di forma piramidale, lunghi da 20 a 30 cm; di colore bianco o rosa nella varietà carnea.

Frutto

E’ una cassula sferoidale (circa 6 cm di diametro), coriacea, giallo-verdognola, ornata da lunghi aculei poco pungenti, che contiene da 1 a 4 semi e si apre per 2-3 valve; il seme è un achenio rotondeggiante e appiattito, simile alle castagne, di colore bruno – castano e lucido, ornato da un grande ilo grigio alla base.

Possibili impieghi

È albero di primo merito quale pianta d’ombra e ornamentale, comune nelle alberature stradali, ma attenzione alla caduta dei frutti. Meglio in parchi e giardini. Le castagne, di sapore amarognolo, si possono usare come alimento per il bestiame. Il legno, bianco o un po’ giallognolo, è leggero, tenero e omogeneo, ma poco elastico e non durevole; il suo uso è pertanto limitato a piccoli lavori artigianali; scarso è anche il suo valore come combustibile.

progetto, realizzato aderendo all'albo delle compensazioni messo in atto dalla provincia di Milano, ha permesso la messa a dimora di oltre 1800 piantine forestali appartenenti a specie autoctone, secondo un disegno di impianto sinuoso, seguendo l'andamento del percorso in terra battuta che si snoda al suo interno.